IL TEATRO DELL'OPPRESSO TRA I LUOGHI DEL DISAGIO Pratiche di liberazione | Preziosa Salatino

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Descrizione

  • IL TEATRO DELL'OPPRESSO TRA I LUOGHI DEL DISAGIO Pratiche di liberazione | Preziosa Salatino
  • Navarra Editore
  • Categoria: saggistica
  • Collana: Officine
  • Anno: 2011
  • Pagine: 112
  • ISBN: 978-88-95756-63-9
  • Formato: 13x21

 

Il libro racconta la storia di una rivolta culturale e politica combattuta coi mezzi del teatro, che dal Brasile, in cui è nata, si è diffusa nell'arco di 50 anni in decine di Paesi in tutto il mondo. E' la storia del Teatro dell'Oppresso (TdO), nome apparentemente infelice, da  intendere come “Teatro per la liberazione dell'Oppresso”, una metodologia nata sotto la dittatura brasiliana negli anni ‘60 e diffusasi nel resto d’Europa dagli anni ’80 in poi, a seguito dell’esilio forzato del suo fondatore, il regista Augusto Boal.

In un’epoca in cui l’arte teatrale investe sempre più spesso ambiti sociali ed educativi, vale la pena ricordare la singolare esperienza di Augusto Boal – regista brasiliano esiliato in Francia negli anni ’70 a causa della dittatura e recentemente scomparso – e della metodologia teatrale da lui elaborata: il Teatro dell’Oppresso (TdO). Un metodo teatrale che oggi si muove in una zona di confine: fra politica e terapia, fra teatro e animazione sociale.
Il TdO nasce come teatro eminentemente politico, sociale, popolare. Come atto di protesta al regime dittatoriale, e strumento artistico di liberazione: si diffonde fra i contadini latinoamericani analfabeti (Teatro Immagine), fra i guerriglieri clandestini (Teatro Invisibile), come “prova”teatrale di un’ azione reale e concreta (Teatro-Forum).
Ma una volta giunto in Europa, Boal viene a contatto con nuove forme di oppressione, più psicologiche e individuali, tutt’affatto differenti rispetto alle oppressioni socio-politiche latinoamericane. Così anche il TdO si ibrida, e le edizioni francesi dei libri di Boal sono accresciute dal sottotitolo: “metodo di teatro-terapia”. É un’etichetta ambivalente, che da un lato faciliterà il diffondersi del TdO in ambito educativo e psicologico, dall’altro contribuirà all'oblio del metodo  in ambito politico e teatrale.
Una storia che merita di essere conosciuta, quella del Teatro dell'Oppresso. Per quanti credono, come Boal, che l’arte debba modificare la realtà, e non solo interpretarla.

Preziosa Salatino nata in Calabria, ha vissuto a Roma, Parigi e ora a Palermo. Laureatesi in Storia del Teatro, ha studiato e lavorato con grandi maestri del teatro e della narrazione, tra cui Mimmo Cuticchio, Asccanio Celestini, Marco Baliani. Cofondatrice dell'associazione culturale "Teatro Atlante", è attrice, educatrice e operatrice di Teatro dell'Oppresso. Ha curato la traduzione dal francese del saggio inedito Il sistema tragico coercitivo di Aristotele di Augusto Boal, presente nel volume Il Teatro degli Oppressi. Teorie e tecniche del Teatro (La Meridiana, 2011).Questo è il suo primo lavoro di ricerca.

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